Il nostro Forno

Anno 1949 - Quand a s'era Burdel

Colpi di mazza, scoppi sordi, boati più o meno fragorosi, uomini al lavoro fin dall'alba che uscivano spingendo carriole piene di grossi massi. Fumo, tanto fumo !!
Che cosa succedeva ?
La piccola piazza della fontana sembrava esser diventata il piazzale di una miniera.
La roccia del sasso del Lupo veniva frantumata: a poco a poco veniva aperta una grotta, che di giorno in giorno diveniva sempre più grande e profonda.
A un fanciullo come me, quel grande buco nero, dava l'impressione di un antro misterioso, abitato, forse da streghe cattive.
Ci si passava davanti di corsa, specie di sera, quanto tutt'intorno c'era solo buio e silenzio.
Ma poi ... in pochi mesi tutto cambiò.
L'antro scuro e terribile (come se il Mago Merlino .. o meglio il Mago Tonino ...) avesse fatto una magia, si trasformò in un invitante "Forno", dal quale ogni mattina, usciva un pane caldo e fragrante che spandeva tutto intorno un profumo unico, quale solo il buon pane del Forno Fabbri sa dare !